![]() |
![]() |

Ecco che, insomma, ci siamo. Dal 24 al 26 ottobre 2009, al Lingotto di Torino atterra il Salone del Vino, edizione 2009, che, però, si chiama Wine Show. Che cos’è potrete capirlo vistando il sito www.wineshow.it; che cosa sarà lo sapremo a giochi fatti se, cioè il salone del vino al Lingotto saprà esprimere un’originalità di eventi e iniziative o se, come è accaduto fino ad oggi, continuerà ad essere considerato una copia in piccolo (molto in piccolo) del Vinitaly di Verona, celebratissima e costosissima enorassegna internazionale, o un prologo di MiWine, altra rassegna vinicola in calendario a Milano a fine maggio. E pensare che gli spunti per farsi distinguere al Piemonte vinicolo non mancherebbero. A cominciare dal territorio fatto di mille aziende e grandi maison storiche, di un paesaggio collinare unico al mondo che addirittura è candidato a diventare patrimonio dell’Unesco (i francesi se ne sono accorti e hanno candidato la Champagne), di un tessuto di ristorazione d’eccellenza e di città d’arte che non è secondo a nessuno.
Invece si ripropone il salone al Lingotto. Che è un posto comodo, certamente, per l’autostrada, l’aeroporto, il treno. Ma quanto la capitale sabauda incarna lo spirito enologico del Piemonte? Francamente a noi di Sdp pare poco. Il Lingotto, poi, al di là della fantastica logistica richiama tutto fuorché il vino e le vigna.
Qualcuno dirà che siamo provinciali. Dirà che è logico organizzare i maggiori eventi a Torino, dove ci sono più servizi, logistica, infrastrutture, dove, insomma, l’eco è più grande. Per un po’, lo ammettiamo, ci abbiamo creduto anche noi: massì, presentare eventi dedicati all’agroalimentare nelle grandi città è meglio. Poi, dopo alcuni flop, ci siamo ricreduti. Chi fa comunicazione, gli operatori, ma anche importatori, commercianti senza parlare poi degli appassionati, ne hanno le tasche piene di enormi e asettici capannoni illuminati dalla fredda luce dei neon.
Il Piemonte potrebbe essere uno scenario perfetto per una fiera “open-space”, una sorta di “cantine aperte” che dura tutto l’anno. Potrebbe farlo la Douja d’Or di Asti che invece resta arroccata dentro le mura della città di Alfieri. Avrebbe potuto farlo il Wine Show (uffa! perché non continuare a chiamarlo Salone del Vino invece di cadere nei soliti inglesismi, questi sì indice di provincialismo!).
Ma forse corriamo troppo. Aspettiamo che la manifestazione del Lingotto tiri le somme e poi ne parleremo.
Filippo Larganà (filippo.largana@libero.it)
I vini del Piemonte Un
viaggio nel territorio piemontese è un' esaltante "full immersion"
in esaltanti sapori e profumi. Il vino del Piemonte cambia, come
il paesaggio, da una collina all'altra, da un versante a quello
opposto riservando sempre sorprese visitando vigneti e cantine.Come si degusta, i disciplinari di produzione di tutti i vini DOCG della regione, le Enoteche Regionali, i Musei del vino in provincia di Asti. I prodotti tipici In Piemonte sono 370 i prodotti tradizionali individuati con Deliberazione della Giunta Regionale del Piemonte del 15 aprile 2002 n. 46-5823.Sono 17 le bevande analcoliche, distillati e liquori; 72 le carni (e frattaglie) fresche; 5 i condimenti; 54 i formaggi; il burro di montagna; 109 i prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati; 100 le paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria; 4 le preparazioni di pesci, molluschi e crostacei; 7 i prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro). Dove mangiare - Cosa comprare
I migliori ristoranti, trattorie
e gli agriturismi in Piemonte,
con gli indirizzi e i numeri di telefono.Una guida all'acquisto dei prodotti della nostra terra dove si possono trovare indirizzi utili per fare una spesa sana direttamente dai produttori o comunque presso esercenti che garantiscono la qualità dei prodotti venduti. I prodotti sono suddivisi nelle seguenti categorie: salumi, verdure, carne, formaggi, pane, riso e vino. |
I sapori delle ricette Tutte
le nostre ricette sono il frutto di una ricerca su antichi libri,
vecchi ricettari, ma anche e soprattutto scaturiti dalla memoria di
contadine che volentieri ci hanno raccontato come cucinavano e come
spesso cucinano ancor oggi. Non abbiamo in questi casi cambiato nemmeno
i termini, che potranno quindi sembrare vecchi e inusuali, ma che
rispettano appieno l'intenzione di chi di quella ricetta è
stato prezioso custode fino ad oggi.Le abbiamo suddivise per portata: Le ricette di Giovanni Goria L'avvocato
Giovanni Goria, noto conoscitore dell'arte culinaria, ha messo a
disposizione dei nostri visitatori la sua sapienza in campo gastronomico,
felice di contribuire alla diffusione della cultura della cucina
piemontese, ma soprattutto del mangiare bene.
Il ricettario ritrovato Il Confetturiere, l’Alchimista, il Cuciniere piemontese di Real Casa SavoiaCento ricette di cucina di metà ‘800 dell’astigiano Teofilo Barla, Maître Pâtissier et Confiseur dei Re di Sardegna Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, seppure per poco tempo. |
OspitalitàGli elenchi degli agriturismi, bed & breakfast e degli affitacamere in Piemonte.Itinerarile fotografieL'Archivio perduto: una raccolta di oltre 300 fotografie scattate da un anonimo negli anni '30 tratte da negativi originali acquistati al Mercatino dell'Antiquariato di Nizza Monferrato. Monferrato e Langhe - muoversi, viaggiare in modo intelligente, scoprendo man mano il Monferrato divenire prima Langa e poi Appennino. Un turismo fatto di piccole emozioni. |



Lascia un commento